Roma, 2 gen – L’uomo cominciò secoli fa a cucinare sottili fette di pane non lievitato tra pietre roventi. L’impasto (acqua e chicchi d’orzo pestati) venne definito proprio “pizza”, che deriva dal latino “pinsere”, cioè “schiacciare”. Un piatto povero dunque, con alimenti semplici e facilmente reperibili come farina, olio, sale e lievito. L’origine della pizza è un caso aperto, perché la storia di questo amatissimo piatto a base di farina, acqua e lievito è molto lunga e complessa. La ricetta attuale sarebbe da attribuirsi alla gastronomia italiana e, in particolare, a quella napoletana, anche se Egizi, Greci e Romani cucinavano focacce schiacciate molto simili. È infatti probabile che il termine derivi dal greco “pita”, trasformato poi dagli italiani in pizza. Le evoluzioni del piatto ebbero luogo nel Sud Italia, con l’intenzione di renderlo più saporito. Inizialmente, fu cotta una schiacciata con aglio, strutto e sale grosso. Nel Meridione si diffuse anche la cosiddetta schiacciata “cicinielli”, preparata utilizzando la minutaglia del pesce. Fino al 1830 circa la pizza era venduta esclusivamente in bancarelle ambulanti e da venditori di strada fuori dai forni, poi arrivarono le pizzerie: le più antiche si possono trovare soprattutto a Napoli. (SEGUE)