Roma, 2 gen – In una intervista a Panorama il premier Giuseppe Conte ripercorre la sua esperienza formativa nel collegio cattolico di Villa Nazareth, “regno” del cardinale Achille Silvestrini, nella quale ha lavorato come collaboratore volontario, dopo essersi laureato: “Un uomo fortemente carismatico che ho avuto la fortuna di conoscere. Un maestro. Un portatore di kerigma, che è il termine greco con cui si indica la capacità quasi profetica di guidare e annunciare la via”, “c’è un aneddoto privato, che mi ha segnato, ma devo resistere alla tentazione di raccontarlo. A pensarci mi commuovo. Mi ha sempre colpito la grande capacità di comunicare con i ragazzi, di capire le loro insicurezze”. Ricorda anche “con l’istituto andammo persino in America, in missione. Fu una delle esperienze più belle e utili della mia mia vita”. Tra i giovani che vi lavoravano c’erano futuri alti prelati come monsignor Viganò e monsignor Parolin. “Un ambiente molto formativo, pieno di contatti con il mondo e di opportunità formative – aggiunge il premier -. Quel contesto aveva, e ha, questo grande valore: il principio fondante di tutta l’attività del Nazareth è la parabola dei talenti, che anche per me è stata di grande insegnamento. Tutti devono essere messi in condizione di poter realizzare i propri talenti, a prescindere dalla loro condizione sociale ed economica”. (red)