Roma, 3 gen – “Sono sorpreso, ma tranquillissimo. E non vedo una grande rivolta in corso. Anche perché questo decreto non è contro i sindaci ma per i sindaci e voluto dai sindaci. Dà loro strumenti e finanziamenti anche contro la criminalità organizzata. Va nella direzione di una sicurezza a tutti i livelli e partecipata. Con i sindaci che diventano protagonisti anche nella lotta al degrado urbano”. Così il sottosegretario agli Interni Nicola Molteni, in una intervista al Messaggero, commenta la disobbedienza dei sindaci contro il decreto sicurezza. “E’ evidente che non lo hanno neanche guardato. Se lo leggessero, non troverebbe nulla da contestare”, “scelgono di non conoscere una legge fatta in favore degli amministratori locali e delle polizie locali”, “chi scappa dalle guerre e dalle persecuzioni avrà più diritti. E il numero di queste persone è sempre meno. Non lo dice Matteo Salvini ma i dati delle commissioni territoriali. Viceversa, i furbetti del permesso facile, i finti rifugiati e i falsi profughi, che sono sempre di più, avranno il riconoscimento dei livelli essenziali e stop. L’integrazione verrà garantita a chi è titolare di una protezione e ai minori stranieri non accompagnati. Quest’anno di minori ne sono sbarcati circa 3000, invece dei 15.000 dello scorso anno”. Per quanto riguarda i finanziamenti all’accoglienza precisa poi che “c’è la razionalizzazione dei costi e l’ottimizzazione dei servizi che si traduce in un risparmio di un miliardo e mezzo” reinvestiti così “in sicurezza, legalità, controllo del territorio”. E aggiunge: “Al sindaco Orlando dico che con questo atteggiamento di chiusura pregiudiziale non fa un dispetto a Salvini ma ai cittadini di Palermo. I quali giudicheranno poi l’operato di Orlando e se davvero lui non applicherà questa legge ne risponderà a loro” e “che de Magistris non voglia applicare, per esempio, la norma contro i parcheggiatori abusivi, per i quali è previsto in certi casi anche il carcere, mi sembra una follia”. Parla quindi di “disobbedienza ideologica”, “un sindaco deve stare dalla parte dei cittadini e i cittadini vogliono più sicurezza. Le norme non hanno colore politico”. (red)