Roma, 4 gen – I dati rilevati al 30 novembre di ciascun anno evidenziano, a livello nazionale, un incremento sia dei casi mortali avvenuti in occasione di lavoro, che sono passati da 694 a 720 (+3,7%), sia di quelli occorsi in itinere, in aumento del 26,4% (da 258 a 326). Nei primi 11 mesi del 2018 si è registrato un incremento di 115 casi mortali (da 791 a 906) nella gestione Industria e servizi e un decremento di 12 casi nel Conto Stato (da 29 a 17) e di nove in Agricoltura (da 132 a 123).
L’analisi territoriale evidenzia un incremento di 47 casi mortali nel Nord-Ovest (da 238 a 285), di 32 nel Nord-Est (da 232 a 264) e di 22 al Sud (da 205 a 227). Costante il Centro, con 193 denunce in entrambi i periodi, mentre nelle Isole i casi denunciati sono stati sette in meno (da 84 a 77). A livello regionale spiccano i 29 casi mortali in più del Veneto (da 84 a 113), i 23 in più della Lombardia (da 127 a 150) e i 22 in più della Calabria (da 16 a 38). Seguono Campania (+20), Piemonte (+15) e Toscana (+11). Cali significativi si registrano, invece, in Abruzzo (da 47 a 23) e nelle Marche (da 32 a 18).
L’aumento rilevato nel confronto tra i primi 11 mesi del 2017 e del 2018 è legato prevalentemente alla componente maschile, con 87 denunce in più (da 862 a 949), mentre quella femminile ha registrato sette decessi in più (da 90 a 97). L’incremento ha interessato sia le denunce dei lavoratori italiani (da 798 a 877) sia quelle dei lavoratori extracomunitari (da 107 a 123). Tra i lavoratori comunitari, invece, è stato denunciato un caso in meno (da 47 a 46).
Dall’analisi per classi di età emerge come quasi una morte su due abbia coinvolto lavoratori tra i 50 e i 64 anni, con un incremento tra i due periodi di 83 casi (da 410 a 493). In aumento anche le denunce che hanno riguardato gli under 34 (da 154 a 187) e gli over 65 (da 72 a 76 casi). Sono diminuite, invece, le morti dei lavoratori tra i 45 e i 49 anni (da 135 a 109). Stabili quelle della classe 35-44 anni (181 in entrambi i periodi). (SEGUE)