Roma, 4 gen – “Devo confessare che è molto difficile lavorare con un governo che non si lascia aiutare. Come farlo? In Venezuela ci sono tanti nostri concittadini. La situazione è disperata e sono preoccupatissimo. Tutti i giorni mi chiedo come aiutare il Venezuela”. Così Ricardo Merlo, sottosegretario agli Esteri con delega per gli italiani nel mondo, in un’intervista alla “Voce d’Italia”, il giornale di riferimento dei circa 160mila italiani che vivono tuttora in Venezuela nonostante la crisi che attanaglia il Paese sudamericano. “La soluzione ai problemi del Venezuela la deve trovare il governo del Venezuela. Noi aiutiamo, vogliamo aiutare. L’ostacolo è il governo venezuelano che non vuole”, dice Merlo intervistato da Mauro Bafile. Una nota dolente, che riguarda anche i nostri connazionali, è la mancanza di medicine: “Il problema è che non arrivano – spiega Merlo – Le stiamo mandando ma non arrivano. Stiamo cercando alternative. Ad esempio, creare un corridoio umanitario nei paesi limitrofi. Ma, ripeto, come aiutare un paese che ha un presidente che sostiene che il Venezuela è la Svizzera? Quando ascolti il presidente Maduro non sai se sta parlando del Venezuela o della Svizzera. Così è molto difficile lavorare. Ho tanti amici in Venezuela. Sono in costante contatto con loro. Mi creda, stiamo facendo tutto il possibile”. Secondo Merlo, “l’economia non esiste più ma il Venezuela resta un paese sovrano. Non possiamo intervenire”. “L’Italia – aggiunge – è un paese rispettoso della sovranità delle altre nazioni. Vorremo che il governo venezuelano prendesse coscienza della gravità della situazione”. A livello diplomatico “stiamo cercando di lavorare assieme ad altri paesi per far capire al governo venezuelano che ha intrapreso una strada sbagliata. In America Latina saranno molte le nazioni che non riconosceranno il prossimo governo del presidente Maduro. Non so cosa faranno Brasile e Argentina – ammette Merlo – E’ una situazione molto complessa e noi agiamo nel contesto dell’Unione Europea. L’Italia è molto critica nei confronti del Governo venezuelano e tutta l’Europa è preoccupata. Stiamo cercando di promuovere un gruppo che favorisca il dialogo tra governo e opposizione. Dobbiamo renderci conto della realtà. Il sistema imposto dal governo venezuelano è insostenibile”. (Red)