Roma, 7 gen – “II governo, in omaggio alla centralità del Parlamento, segue da vicino ma non determina le decisioni delle Camere sul tema”. Così il ministro per i Rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, Riccardo Fraccaro, in una intervista al Corriere della Sera, fa argine alle polemiche montanti sulla riforma costituzionale che porta il suo nome. II presidente del Senato sostiene che il referendum propositivo senza quorum può mettere in discussione la stessa democrazia rappresentativa. È questo l’obiettivo del governo? “L’obiettivo delle riforme è far sì che le istituzioni rappresentative funzionino meglio e assumano decisioni che trovino il consenso dei cittadini. L’iniziativa legislativa popolare rafforzata stimolerà il Parlamento a legiferare in materie nelle quali gli equilibri delle maggioranze renderebbero difficile una decisione. Inoltre indurrà a trovare soluzioni supportate dal consenso popolare e a difenderle nel Paese. In definitiva rafforzerà la legittimazione delle decisioni parlamentari e favorirà una vera stabilità delle decisioni politiche”. E risponde a Salvini che invece propone il quorum di validità al 33%: “II quorum zero è previsto nel contratto di governo perché favorisce la partecipazione popolare. Lo dice anche la Commissione di Venezia, l’organo del Consiglio d’Europa che si occupa dell’evoluzione democratica nel nostro Continente. Saranno le Camere, non io né Salvini, a deliberare in merito. La Costituzione è di tutti, quindi le riforme costituzionali vanno fatte cercando il consenso più largo possibile ascoltando tutti, soprattutto le minoranze”. Replica anche a Stefano Ceccanti (Pd) secondo il quale il Parlamento andrebbe sciolto se a vincere il “ballottaggio” è la proposta di iniziativa popolare su quella delle Camere: “La possibilità per le Camere di sottoporre alla valutazione popolare una propria proposta, diversa da quella presentata dai promotori, va vista come un’opportunità per il Parlamento e non come un rischio per la democrazia rappresentativa. Si tratta di consentire alle Camere di formulare una proposta diversa, potenzialmente capace di ottenere un consenso anche più largo di quella formulata dai promotori. Quanto all’eventualità dello scioglimento delle Camere, è sbagliato pensare che con il referendum c’e chi vince e chi perde. In questo modo si trasformerebbe in un plebiscito. II capo dello Stato, dopo aver assistito a un iter della legge di Bilancio caotico e senza voti tranne quelli di fiducia, ha invitato i gruppi politici a discutere costruttivamente su quanto avvenuto”. (red)