Roma, 8 gen – Nel terzo trimestre l’andamento economico delle principali economie avanzate ed emergenti ha segnato una decelerazione. E’ quanto emerge dall’Eurozone Economic Outlook elaborato congiuntamente dall’Istituto nazionale di statistica italiano Istat, dall’Istituto di studi e previsione economica tedesco Ifo e dall’Istituto svizzero KOF. In particolare, nel terzo trimestre, il Pil dell’area dell’euro è aumentato in misura inferiore rispetto al trimestre precedente (rispettivamente +0,2% e +0,4%). Il rallentamento è dovuto alle flessioni registrate in Germania (-0,2%) e Italia (-0,1%); per la Germania la contrazione è principalmente riconducibile in parte al calo temporaneo della produzione nell’industria automobilistica tedesca, che ha avuto un effetto sul contributo negativo della domanda estera sulla crescita dell’area euro. Per l’Italia, la domanda interna ha registrato flessioni in tutte le sue componenti. La Spagna ha mostrato una stabilizzazione dei ritmi di crescita (+0,6%) e la Francia un’accelerazione (+0,4% rispetto a +0,2 in T2). La decelerazione era stata anticipata dall’andamento dell’Economic Sentiment Indicator (ESI), in rallentamento a partire dalla fine del 2017 (anche se sostanzialmente stabile a novembre). A novembre la fiducia dei consumatori è diminuita in modo significativo, mentre si è stabilizzata in tutti i settori produttivi con un leggero miglioramento nella manifattura legato ad aspettative di produzione più ottimistiche. Al contrario, le attese sugli ordini esteri si sono indebolite. (SEGUE)