Roma, 8 gen – I campi di applicazione della potenza di calcolo di CRESCO6 comprendono la creazione di modelli predittivi su cambiamenti climatici e inquinamento dell’aria con un dettaglio territoriale molto accurato, lo studio di nuovi materiali per la produzione di energia pulita, le simulazioni per la gestione delle infrastrutture critiche, le biotecnologie, la chimica computazionale, la fluidodinamica per il settore aerospaziale e lo sviluppo di codici per la fusione nucleare. Il sistema CRESCO6 favorisce la candidatura italiana ad ospitare entro il 2021-2022 presso il Tecnopolo di Bologna uno dei tre supercomputer che andranno a comporre il sistema europeo “pre-exascale”, vale a dire con una potenza fra i 200 e i 300 Pflops, che la Commissione europea ha affidato alla struttura dedicata European HPC Joint Undertaking (EuroHPC JU), nata a Roma nel 2017 e di cui l’Italia è membro fondatore. La strategia HPC dell’Unione europea prevede poi la realizzazione entro il 2023 di 2 supercomputer “exascale”, cioè con una potenza di 1000 Pflops. (BIG ITALY / Red)