Roma, 8 gen – “Aspettative deluse per gli italiani all’estero che speravano in un aumento del minimo pensionistico o in un anticipo della pensione con il sistema Quota 100. La bozza del Decreto sul reddito di cittadinanza e sulla previdenza infatti vincola il diritto alla cosiddetta pensione di cittadinanza di 780 euro a 10 anni di residenza in Italia (proprio come per il reddito di cittadinanza) immediatamente antecedenti la presentazione della domanda. Requisito che non possono far valere i nostri connazionali residenti nei Paesi extracomunitari (dove il trattamento minimo è ancora esportabile) già titolari di una pensione integrata al minimo, o in via di pensionamento”. Lo dichiarano i parlamentari del PD eletti in Europa Laura Garavini, Angela Schirò e Massimo Ungaro. “Le sbandierate promesse da parte del Governo gialloverde di un aumento della pensione minima non si applicheranno quindi agli italiani all’estero titolari di una pensione in convenzione o futuri pensionati, che dovranno accontentarsi della pensione attualmente erogata. (Tra l’altro giova ricordare che la media degli importi pensionistici delle pensioni Inps erogate all’estero è di 245 euro, ben al di sotto dei 780 euro palesati dal Governo) – continuano i parlamentari -. Ulteriore beffa per i nostri connazionali all’estero riguarda il tanto decantato anticipo pensionistico con “Quota 100”. Cioè la possibilità prevista dal Decreto di andare in pensione con 62 anni di età e 38 anni di contribuzione. Teoricamente i 38 anni di anzianità contributiva potrebbero essere perfezionati con il meccanismo della totalizzazione previsto da tutte le convenzioni internazionali di sicurezza sociale. Di fatto però questo risulterà praticamente impossibile. Il Decreto infatti prevede l’incumulabilità tra il pensionamento con “Quota 100″ e il reddito di lavoro dipendente e autonomo: questo divieto limiterà di molto la platea degli aventi diritto all’estero i quali dovrebbero lasciare il lavoro all’estero per ottenere una modesta pensione anticipata italiana che non consentirebbe loro di sopravvivere”. (PO / SEGUE)