Roma, 9 gen – Il leader di M5S Luigi Di Maio, in una intervista a Il Fatto Quotidiano, spiega che a Bruxelles “abbiamo visto i polacchi del Kukiz’15, guidati da una rockstar, Pawel Kukiz. Poi i croati di Zivi zid (considerati populisti, ndr), che sembrano quasi noi, con un leader nato nel 1990, e i finlandesi di Liike Nyt (che Casaleggio aveva visto a novembre, ndr)”, “con polacchi e croati abbiamo quasi chiuso, mentre con i finlandesi contiamo di farlo in dieci giorni. Ma aspettiamo una risposta dai Gilet gialli, e ci sono un altro paio di forze politiche con cui trattiamo”. I polacchi del Kukiz’15 sono considerati di destra? “No, non direi. Non siamo d’accordo con i polacchi su diritti civili e aborto, mentre i finlandesi sono molto liberali, quindi su alcune cose non la vediamo nello stesso modo. Invece i croati non credono nell’euro, mentre per noi non si esce dalla moneta unica. Ma tutti assieme vogliamo essere l’ago della bilancia in Europa, partendo dai punti in comune. Nel gruppo ci sarà libertà di voto, e comunque non condividiamo tutto con questi partiti. Sono differenze importanti. Questo non intaccherà i dieci punti del manifesto”, un vero e proprio contratto che “firmeremo entro metà febbraio a Roma. Il primo punto sarà la democrazia diretta, che è anche la prima rivendicazione dei gilet gialli. Vogliamo creare la grande famiglia europea della democrazia diretta. E al centro del manifesto ci saranno i diritti sociali. Inoltre, vogliamo tutti tagliare i privilegi di pochi e gli sprechi in Europa”. E sui migranti? “Il concetto della solidarietà dovrà tornare di moda, bisognerà intervenire come Europa unita. Ma va fatta un’attenta riflessione sulle politiche colonialiste di alcuni Paesi che hanno causato ondate migratorie. E tra questi c’è di certo la Francia”. (red)