“La gioia di poter introdurre uno strumento di partecipazione diretta in Costituzione supera anche il fatto di dover rinunciare alle proprie convinzioni personali”. Così il ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro, in una intervista a Il Fatto, sull’intesa che per il referendum introdusce il quorum zero ma il 25% degli aventi diritto per l’esito del voto. Smentisce poi uno scambio sulla legittima difesa: “È offensivo pensare che il governo, e quindi anche il sottoscritto, si metta a barattare sulle riforme costituzionali. Il confronto è uscito dal dibattito tra ministri ed è stato rimesso al Parlamento, con esiti peraltro positivi”, “l’influenza delle lobby si scardina con l’informazione. In questo senso il quorum zero obbliga a spiegare le proprie ragioni: perché decide chi vince, non chi sta a casa. Non ci potrà mai più essere una campagna per l’astensionismo”. Inoltre precisa che in Costituzione non verrà inserito il vincolo di mandato: “No, assolutamente. Si è già intervenuti sul regolamento del Senato, si può fare anche alla Camera: non vogliamo obbedienza, ma solo scoraggiare l’odiosa pratica di chi sostiene una maggioranza diversa da quella in cui è stato eletto”. E delle 8 fiducie che il governo ha già chiesto alle Camere dice: “Sono il primo a essere triste quando si deve ricorrere alla fiducia. Era evidente che nei primi mesi della legislatura sarebbe stato necessario l’uso di numerosi decreti, c’era poco tempo prima di fine anno. Ma mi auguro, e più volte ho avuto modo di parlarne con il presidente Conte e con gli altri ministri, che non diventi la regola. Il 2019 lo dimostrerà”. (10 gen – red)

