Roma, 10 gen – “Il 2019 sarà un anno che selezionerà, ancora di più, le aziende italiane della moda sui mercati internazionali, e che dunque aumenterà la forbice tra chi va bene e chi arranca. Ne sono convinti i produttori che in questi giorni espongono le nuove collezioni maschili al Pitti Uomo di Firenze (1.230 marchi per il 46% esteri, 25mila compratori attesi), e che ora stanno concentrando sforzi e investimenti per lo sviluppo in due direzioni: Stati Uniti da una parte, Sudest asiatico dall’altra”. Lo si legge sul Sole 24 Ore. Che prsegue: “Il mercato italiano (che nella moda uomo vale il 33%) non dà segnali di risveglio. L’Europa – col rallentamento in atto della Germania, della Francia e del Regno Unito, tre mercati strategici per il made in Italy – esce dai programmi di crescita dei brand più strutturati”. “Ora guardiamo al Medio Oriente e alla Cina che continua a marciare – spiega Andrea Lardini presidente della marchigiana Lardini, azienda specializzata in capospalla che fa capo alla sua famiglia – e continuiamo a espandere il retail in Corea e in Giappone, dove a marzo apriremo un negozio. Ma stiamo lavorando anche a un’operazione negli Stati Uniti, per espandere quel mercato”. Crescita attesa tra il 5 e il 10% per Stefano Ricci, il marchio fiorentino di abbigliamento maschile di fascia alta che vende all’estero l’85% e che sta per aprire un negozio a Manila . L’ad Niccolò Ricci afferma: “Possiamo contare con fiducia sugli Stati Uniti, che da qualche mese hanno ripreso ad acquistare, e su Macao, Hong Kong e tutto il Sudest asiatico, dalle Filippine alle Malesia a Singapore”. Agli Stati Uniti guarda inoltre con grande interesse anche il gruppo aretino Inghirami, titolare dei marchi Ingram, Reporter, Fabio Inghirami e Capri posizionati nella fascia media. (red)
