Roma, 14 gen – La vicenda Sea Watch “poteva essere l’occasione, dopo i vari precedenti analoghi, per concordare a livello europeo una metodologia per governare davvero i flussi migratori. Invece, non è andata così”. Lo afferma il ministro degli Affari Esteri, Enzo Moavero Milanesi, in una intervista al Corriere della Sera. E precisa: “La soluzione magica non esiste. I flussi sono epocali e mondiali. Anche negli Usa, dove sono appena stato, si discute del muro al confine con il Messico”, “le barriere possono essere uno strumento immediato, ma specie in Europa, ci vogliono azioni più ampie e articolate. Per i rifugiati che fuggono da guerre e regimi liberticidi servono appositi corridoi umanitari. Per i migranti cosiddetti economici occorrono seri e appropriati investimenti nei Paesi d’origine, lotta ai trafficanti di esseri umani, piena condivisione fra gli Stati europei degli oneri per gli eventuali arrivi”, “c’è bisogno di risorse finanziarie consistenti. Poiché stiamo discutendo del bilancio Ue per i prossimi anni, dovremmo prevedere i fondi necessari per lo sviluppo dei Paesi da cui partono tanti migranti. Una settimana fa, a Bruxelles, ho proposto l’emissione, a tal fine, di speciali titoli di debito europei, volti a sostenere grandi progetti infrastrutturali”. (red)