Roma, 14 gen – I ricercatori hanno scoperto che le scimmie riconoscevano prontamente la validità dei token come mezzo di scambio indipendentemente dalla loro familiarità. “Abbiamo dimostrato che i cebi sono in grado di categorizzare i token in base alla loro validità, cioè al loro essere ‘in corso’, come lo è l’euro rispetto alla vecchia lira”, prosegue Francesca De Petrillo, ricercatrice Iast a Tolosa. “Analogamente a quanto avviene negli esseri umani, i cebi hanno scambiato per primi e in maggior numero i token ‘in corso’ rispetto a quelli ‘fuori corso’ e agli oggetti privi di valore, a prescindere dalla loro familiarità. Pertanto, i cebi sono in grado di categorizzare e utilizzare i token in modo simile a quanto noi facciamo con il denaro”. “I cebi sono anche capaci di fare scambi multipli”, aggiunge Addessi. “Quando in un secondo esperimento abbiamo dato loro un pezzo di cibo che poteva essere barattato con un token, che a sua volta poteva essere scambiato per un cibo di qualità superiore al primo, i cebi hanno eseguito questa serie di scambi vantaggiosi. Non mangiare subito un cibo e scambiarlo per un token richiede un’elevata capacità di autocontrollo ed è vantaggioso solo se ne vale la pena”. “I nostri studi provano che i precursori di una proto-economia monetaria possono essere individuati anche in scimmie evolutivamente distanti da noi”, conclude Sacha Bourgeois-Gironde, economista dell’Institute Jean Nicod a Parigi. “I cebi imparano facilmente a usare il cibo come token ed è su questo processo che si basa l’invenzione della moneta.” (BIG ITALY / Red)