La Camera dei Comuni ha bocciato l’accordo sulla Brexit proposto dal governo britannico con 432 no e 202 sì. Dopo l’ultimo appello per il sì della premier Theresa May le opposizioni avevano rinunciato a due emendamenti mentre un altro (relativo al meccanismo del backstop) è stato respinto).
SFIDUCIA. Dopo il voto della Camera dei Comuni che ha bocciato sonoramente l’accordo sulla Brexit proposto dal governo di Theresa May, la premier non si è dimessa ma anzi ha ribadito la volontà di andare avanti per attuare la Brexit, nonostante il chioro no all’accordo da parte dei deputati. In replica al capo del governo il leader dei laburisti Jeremy Corbyn ha annunciato la presentazione di una mozione di sfiducia al governo che sarà discussa già domani.
L’APPELLO. Dire no all’accordo concordato dal governo britannico sulla Brexit rappresenta un “salto nel buio”: così la premier britannica Theresa May nel suo intervento alla Camera dei Comuni prima del voto sull’accordo di “divorzio” del Regno Unito dalla Ue. La May ha sottolineato come l’accordo rispecchi la volontà popolare (espressa nel referendum del 2016) mettendo in luce i rischi delle ipotesi alternative come quelle di un altro referendum e di un no deal: “Il nostro accordo – afferma la premier – getta le fondamenta per una cooperazione senza precedenti con l’Ue, la più ambiziosa mai fatta con un Paese terzo”. Il leader laburista Jeremy Corbyn aveva annunciato il voto contrario dell’opposizione Labour sottolineando che “questo accordo non riesce a dare certezza sui rapporti commerciali futuri, la perdita di questa cooperazione mina la nostra sicurezza e l’interesse delle nostre imprese”. Possibile il voto contrario anche di molti esponenti Tory. L’esito del voto arriverà in serata. (Roc – 14 gen)