Roma, 16 gen – “Il classico veneziano è vivo e vegeto. Di più. La salute dei suoi
licei è di ferro. I licei classici non sono mai stati così frequentati da cinque
anni a questa parte. La depressione di tre anni fa, che contava 3.678 alunni in
tutta la Città metropolitana, è un lontano ricordo. Dall’ anno scolastico che lo
precedeva, il 2014/2015, ne aveva persi 817 per strada. Oltre un quarto del suo
corpo studenti. Ma oggi non solo i licei hanno recuperato quei giovani adolescenti
disaffezionati alle lingue ‘morte’, ma ne hanno conquistati altri 279, segnando il
record d’ iscritti. Una rimonta repentina, che poco ha a che vedere con la crescita
lenta e progressiva dei licei veneziani in genere (quasi un migliaio in più
rispetto al 2014)”. È quanto si legge in una articolo pubblicato sul Corriere del
Veneto, nel quale si riportano le parole di Caterina Carpinato, docente di lingua e
letteratura neogreca a Ca’ Foscari ed ex prof del ginnasio: “Il fatto è che noi
italiani, il classico, lo snobbiamo e invece all’ estero ce lo invidiano. È un vero
‘made in Italy’, perché il format del liceo classico è una peculiarità solo
italiana. Invece di farlo morire dobbiamo esportarlo. Non a caso, dai nostri
classici, provengono i migliori economisti americani tra i 45 e i 50 anni. Quando
questi studenti vanno all’ estero hanno la preparazione di un’università triennale
americana. Ce lo riconoscono spesso”. (PO / BIG ITALY / Roc)