Roma, 16 gen – Ed è proprio da quel momento che l’Europa comincia a perdere il proprio primato, la propria supremazia mondiale. In un momento in cui, intanto, l’Italia diveniva il vero laboratorio europeo, quello nel quale si palesavano i sintomi di crisi di tutto il Vecchio mondo, nel quale si intravedevano i segnali del declino di una antica e gloriosa civiltà; la più longeva e insieme gloriosa. E di quel periodo lo storico molisano ed esperto di Fascismo, è convinto che paghiamo ancora oggi le conseguenze. E forte di questa consapevolezza, ne scrive con la convinzione che rivedere oggi quel particolare periodo storico, capire a fondo gli eventi che si dipanarono, prendere coscienza del perché accadde ciò che accadde, aiuterà tutti, ma soprattutto le classi dirigenti europee, a comprendere ciò succede oggi, in un momento in cui un’Europa incerta e priva di capacità decisionale, rischia di passare da un periodo (lungo) di declino e di perdita del proprio primato alla definitiva irrilevanza: rischio che può rappresentare un pericolo anche per le sorti dell’intero Pianeta, sicuramente per i principi e i valori incarnati dall’Europa e da ciò che con qualche eccesso di semplificazione viene definita la cultura occidentale. (Ema)