Roma, 17 gen – Si è appena inaugurata, presso l’Hebei Museum, la prima mostra
monografica dedicata a Paestum fuori dall’Europa; l’esposizione durerà fino al
mese di luglio 2020 e sarà ospitata anche nei musei di Ningxia, Jilin,
Panlongcheng e Nanshan. “La mostra è partita con un grande successo – dichiara la
direttrice del museo cinese Luo Xiangjun – Siamo grati al Parco Archeologico di
Paestum per la collaborazione che permette al pubblico cinese di conoscere meglio
la cultura del Mediterraneo antico. Speriamo che la collaborazione continui
nell’ambito di uno scambio culturale reciproco tra i due popoli, quello italiano
e quello cinese”. La mostra itinerante espone 135 opere pestane tra cui la statua
di Hera in marmo proveniente dal Santuario dedicato alla dea presso la foce del
fiume Sele e le sue riproduzioni in terracotta, alcune lastre dipinte che
rappresentano testimonianze archeologiche uniche in tutto il contesto del
Mediterraneo antico, dei corredi delle necropoli urbane fino alle produzioni
vascolari più note, tra cui spicca il ceramografo pestano Assteas. “La
sensibilità che ha dimostrato il Museo Provinciale di Hebei nell’ospitare questa
mostra su Paestum come città del Mediterraneo, è notevole – sostiene il direttore
Gabriel Zuchtriegel – Devo dire che in questo i colleghi cinesi si sono
dimostrati più sensibili di molti musei europei che continuano a raccontare la
Magna Grecia come un mondo periferico e marginale, laddove rappresenta una delle
radici della cultura e del pensiero occidentale”. I lavori di allestimento della
mostra sono stati seguiti dal personale del Parco Archeologico: i restauratori
Franco Calceglia e Raffaele Cantiello e l’archeologo Francesco Scelza hanno
lavorato fianco a fianco con i professionisti dell’Hebei Museum per realizzare
un’esposizione che esalti il fascino della cultura di Paestum, anche con la
riproduzione della Tomba del Tuffatore. E Paestum sbarca in Cina anche sui canali
social. Allo scopo di promuovere la mostra e far conoscere le bellezze della
città magnogreca con i tre templi dorici meglio conservati al mondo, è stato
creato un profilo Weibo del Parco, il social più diffuso sul territorio cinese.
(BIG ITALY / Red)