Roma, 17 gen – Un’indagine su bambini di età scolare che vivono a pochi
chilometri da Palermo ha sviluppato, per la prima volta in Italia, un approccio
che combina urbanizzazione e salute dei residenti, attraverso specifici
indicatori greenness – verde urbano, greyness – aree cementificate e biossido
d’azoto (NO2). Lo studio cross-sectional, condotto da un team multidisciplinare
dell’Unità di ricerca di epidemiologia clinica e ambientale delle malattie
polmonari e allergiche pediatriche (Ecampap) – Istituto di biomedicina e
immunologia molecolare Alberto Monroy del Consiglio nazionale delle ricerche
(Cnr-Ibim), dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), dell’Arpa
Emilia-Romagna e del Dipartimento di epidemiologia del Lazio (DepLazio), è stato
pubblicato su Environmental Health. “La ricerca”, spiega Stefania La Grutta,
primo ricercatore del Cnr-Ibim, “rientra nel progetto Giardini per allergici,
nato dalla collaborazione tra Cnr, Comune di Palermo e l’organizzazione no profit
Vivisano onlus. Sono stati coinvolti in tutto 244 scolari, tra gli 8 e i 10 anni,
di due scuole elementari che hanno compilato un questionario per la valutazione
dei sintomi respiratori, allergici e generali. Sono stati calcolati gli
indicatori individuali di esposizione ambientale sia al greenness e al greyness
sia al biossido d’azoto (NO2)”. Nell’area, dove insistono le due scuole, è attiva
una delle due stazioni di misurazione di fondo del livello di inquinamento della
città non influenzata prevalentemente da emissioni di specifiche fonti
(industrie, traffico, riscaldamento residenziale, ecc.), bensì dal contributo
integrato di tutte queste rispetto alle direzioni predominanti dei venti in quel
sito. “Lo studio è stato condotto in una zona suburbana occidentale pianeggiante
di Palermo, di circa 11 km2. Il sobborgo si trova vicino al bacino della Conca
d’Oro, a 6 km dal mare, ed è caratterizzato da intensive edificazioni,
soprattutto insediamenti commerciali e alloggi pubblici, a circa 2 km dalla
discarica della città”, prosegue la ricercatrice. (BIG ITALY / SEGUE)