Roma, 18 gen – In quegli Stati, come ad esempio l’Italia, dove la religione e la Chiesa hanno un ruolo importante e svolgono una funzione attiva nella vita della società civile, il grado di partecipazione dei giovani alle iniziative religiose o comunque promosse e/o ispirate dalla religione è più elevato (in Italia 15,9%). Per le attività di volontariato la maggiore partecipazione si registra tra i giovani della Germania (35,6%) e dell’Italia (34,9%). Notevolmente inferiore, pari a circa la metà, il grado di partecipazione dei giovani alle attività di volontariato registrato in Russia e Polonia, rispettivamente pari al 18,3% e al 17,2%. Praticamente uguale il grado di coinvolgimento nelle attività di svago e ricreative dei giovani russi, polacchi, tedeschi e italiani. I giovani italiani sono orientati a perseguire progetti di vita per un periodo che varia intorno ai 5 anni (media); i giovani tedeschi e polacchi esprimono un orientamento di più lungo periodo pari a 7 anni (media). I giovani russi stimano che il loro buono stato di salute fisica e mentale e quindi di vita attiva arriverà a 56,2 anni, la durata della vita a 68,8 anni; i giovani polacchi rispettivamente a 51,1 anni e 76,6 anni; i giovani tedeschi pensano di restare attivi fino a 61,2 anni e di avere una durata di vita pari a 82,4 anni. I giovani italiani hanno espresso i risultati più elevati con una valutazione di vita attiva fino a 65,8 anni ed una aspettativa di durata della vita pari a 84,5 anni. Presente alla presentazione di oggi anche il direttore generale dell’Agenzia Nazionale per i Giovani, Domenico De Maio, che ha commentato: “Siamo impegnati come Agenzia Nazionale per i Giovani a implementare e promuovere i programmi europei che gestiamo: Erasmus+, Corpo Europeo di Solidarietà e iniziative d’intesa con il Governo rivolte agli Under30”. (PO / red)