Roma, 18 gen – “Dall’essere migrante per necessità a ridursi in schiavo il passo è breve ed è facile inciampare. Per questo Papa Francesco – si legge sul Cittadino di Lodi – non poteva più attendere per metterlo nero su bianco: le politiche restrittive sull’ immigrazione favoriscono la tratta umana. Di tanto in tanto, il Pontefice argentino figlio di emigrati italiani torna a ricordarlo a chi si professa cristiano, ma alza i muri e chiude i porti: spostarsi è spesso drammatico e anche Gesù fu un profugo. É scritto in due documenti pubblicati dalla sezione “Migranti e rifugiati” del Dicastero dello Sviluppo umano della Santa Sede, ufficio che lui stesso ha deciso di guidare. In una prefazione che porta la sua firma, non lascia spazi a interpretazioni: ‘I movimenti umani, pur generando sfide e sofferenze, stanno arricchendo le nostre comunità, le Chiese locali e le società di ogni continente’. Poi, tra le righe dei documenti, il Papa detta la linea. Prima di tutto, si devono creare le condizioni perché nessuno sia più costretto ad abbandonare la propria casa e il proprio Paese: il diritto a non emigrare è definito la ‘forma di prevenzione più radicale’ del fenomeno. Se non fosse possibile, è necessario ampliare al massimo la maglia degli arrivi sicuri e legali”. (red)