Milano, 18 gen- La credibilità della scienza dipende indubbiamente dall’efficacia dei processi di valutazione dei lavori scientifici che sono propri delle riviste scientifiche. Le pubblicazioni determinano il prestigio accademico di cui gode uno scienziato o la credibilità di cui gode una teoria scientifica, in un contesto che si è fatto via via sempre più competitivo. La cosiddetta “peer review” (revisione tra esperti) è una delle istituzioni chiave della comunità scientifica e condizione imprescindibile di ogni progresso scientifico: chi può decidere se una scoperta scientifica è talmente valida da poter essere resa pubblica, così da poter essere utilizzata da medici, tecnologi e decisori, se non uno scienziato esperto indipendente rispetto all’autore della scoperta? Il modello standard della peer review è sempre stato la garanzia dell’anonimato, in modo da evitare conflitti d’interesse ed altri fattori distorsivi delle opinioni degli esperti (ad es: collusione dovuta a conoscenza pregressa tra autori e valutatori, influenza del prestigio dell’autore sull’opinione del valutatore). Tuttavia, sotto la spinta della forte competizione scientifica che caratterizza gli attuali rapporti di forza tra gruppi di ricerca in un contesto scientifico sempre più globalizzato, è maturata negli ultimi decenni una generale richiesta di maggiore trasparenza nei processi decisionali delle riviste scientifiche. (BIG ITALY / SEGUE)