Roma, 21 gen – “Liturgia e accoglienza. Rendere accessibile l’inaccessibile” è il tema della proposta culturale di “Devotio 2019”, la seconda edizione della manifestazione fieristica sui prodotti e i servizi per il mondo religioso, che si svolgerà dal 17 al 19 febbraio prossimi a BolognaFiere. Anche quest’anno la fiera proporrà gli appuntamenti del “Devotio Lab”, rivolti soprattutto a sacerdoti, liturgisti, responsabili diocesani, parrocchie, comunità religiose e professionisti. Questo programma è stato coordinato da Dies Domini – Centro Studi per l’Architettura Sacra della Fondazione card. Giacomo Lercaro. “In un’epoca in cui l’adesione alla Chiesa non è più per tradizione, ma è una scelta personale, tutto deve essere pensato per aiutare quanti sono lontani a scoprire la bellezza della vita cristiana e a quanti sono già in cammino, a viverla”, ha spiegato Claudia Manenti, direttore del Dies Domini. “In questo intento, sono fondamentali i gesti di accoglienza che devono permeare non solo le persone facente parte delle comunità, ma anche gli spazi e i riti”. Il programma culturale di “Devotio 2019” sarà articolato in 5 incontri e 2 mostre. Domenica 17 febbraio, il primo incontro affronterà il tema “Le braccia aperte del Crocifisso” sul significato pastorale del gesto di accoglienza rappresentato dalle braccia aperte del Crocifisso e sulle sue rappresentazioni artistiche, che vedrà tra l’altro la partecipazione del vescovo di Imola, mons. Tommaso Ghirelli. Lunedì 18 sono previsti due incontri: “Spazi del commiato e riti per le esequie cristiane in una società multireligiosa” e “Rinati dall’acqua e dallo spirito: arte e catechesi – Percorsi battesimali”, che saranno l’occasione per fare una riflessione sul come proporre e affrontare i momenti del battesimo dei bimbi e dell’ultimo saluto dei defunti. Infine martedì 19 nell’appuntamento “Liturgia e disabilità negli spazi ecclesiali” si discuterà di come rendere partecipi del rito le persone ‘speciali’ e con diversa abilità, a cui seguirà il convegno “Il riscaldamento delle chiese storiche” sulla necessità di riscaldare fisicamente l’ambiente liturgico. (SEGUE)