Belluno, 21 gen – Dignità per quei bellunesi che nel dopoguerra emigrarono per andare a lavorare nelle miniere di mezza Europa e del mondo per dare il sostentamento a sé e alla famiglia rimasta a casa, dignità per quelli che nelle miniere hanno perduto la vita o sono morti a causa della silicosi. Ma anche dignità negata a quegli emigranti tornati a casa malati e costretti a elemosinare una giusta rendita dallo Stato italiano o il pagamento della pensione dagli stati esteri dove avevano lavorato. A raccontare la triste storia degli emigrati è l’associazione Bellunesi nel Mondo per voce del Corriere delle Alpi. Nel gennaio di 50 anni fa – si legge – San Gregorio nelle Alpi inaugurava il Viale delle lampade spente per testimoniare la memoria degli emigranti bellunesi morti sul lavoro a o causa del lavoro ed ora l’Associazione Bellunesi nel mondo, con il corredo di una serie di collaborazioni, Comune di San Gregorio in primis, ha voluto rinnovare questa testimonianza di memoria, contestualizzando i problemi dell’emigrazione di allora con quelli di chi, ancora oggi, lascia il nostro territorio per portare la propria professionalità e buona volontà fuori dai confini nazionali. (Kgn)