Trento, 21 gen – La storia di Enrico Pozzo, 26 anni, di Trento, ricercatore all’ Università Ku Leuven, a Lovanio, in Belgio, raccontata dal quotidiano L’Adige. Il govane ricercatore ha ricevuto l’incarico grazie ad una borsa di studio di un anno della Fondazione Cassa Rurale di Trento e ora ne ha ottenuta una di quattro direttamente dal Belgio. “Qui in Belgio c’è una burocrazia più veloce e si cerca di lavorare per arrivare ad avere risultati concreti più velocemente”, racconta Pozzo a L’Adige. “Inoltre qui offrono la possibilità di mettersi in gioco a tutti, indipendentemente dall’ età, mentre in Italia tendono a tenere in disparte chi è giovane e non è professionalmente già affermato”. Pozzo di tornare in Italia non ci pensa: “Perlomeno non ora anche perché in Italia non potrei fare quello che sto cercando di fare io, ossia mettere insieme ricerca e clinica”. Sono molti gli italiani in Belgio? “Si, molti e ne arrivano sempre di più. Negli ultimi 4-5 anni c’ è stato un vero e proprio boom questo in parte legato ai progetti Erasmus e in parte perché le offerte di dottorato e carriera come professore sono più allettanti”. Tra gli obiettivi a medio termine, una collaborazione con un’ università del Texas e l’idea, per fine 2019, di pubblicare dei dati solidi e poi puntare alla specializzazione negli Stati Uniti. (Kgn)