Napoli, 21 gen – La visita è proseguita all’Eremo dei Cappuccini, eretto tra il 1817 e il 1819 per volere di Ferdinando IV: un dormitorio per i monaci, una chiesa e due giardini destinato da diventare nel futuro la prima scuola di formazione per giardinieri storici del Sud Italia. Lungo il tragitto Fico incontra anche la Capraria, da settembre 2018, sede del Centro studi sull’arte e l’architettura delle città portuali realizzato in collaborazione con l’istituto americano di storia l’Edith ‘O Donnell e l’Università del Texas che ospita borsisti stranieri e la Fagianeria, prossimo edificio che sarà messo a bando. Ultima tappa al Giardino e Casamento Torre, il frutteto delle Delizie reali, unica testimonianza delle aree produttive e dei giardini esistenti nel ‘700 nel complesso borbonico. Qui il presidente ha sostato sotto il Canforo secolare, ha visitato il forno in cui fu cotta la pizza per la Regina Margherita (in onore della quale la pizza pomodoro e mozzarella fu ribattezzata) e ha ricevuto in dono un piccolo arancio, il Citrus deliciosa. Terminato il giro nel Real Bosco, la visita è proseguita nella Reggia con una sosta davanti ai quadri di Tiziano, cuore della collezione Farnese: Papa Paolo III tra i nipoti e la Danae prima dell’incontro con la stampa nel Salone delle Feste dove Fico ha ribadito l’unicità di Capodimonte nel panorama culturale italiano ed europeo. E rispondendo a una domanda sull’opportunità di un direttore straniero alla guida del sito ha risposto: “E’ una falsa querelle, basta che siano competenti. E’ importante che le nomine siano improntate alla massima trasparenza, indipendenza e al merito”. (PO / red)