“Come sarà il mondo nel 2030? O nel 2050? Si chiede nel suo ultimo scritto Carmine Di Sibio, global managing partner di Ernts & Young, appena designato presidente e ceo, dal prossimo primo luglio per quattro anni, di una delle «big four», le più grandi società di consulenza al mondo. Nessuno – scrive il manager italiano – può prevedere il futuro con esattezza, ma si può immaginare il futuro. Un pianeta sempre più interconnesso, che costringe tutte le società a ripensare il modo con cui servono i loro clienti. Intelligenza artificiale, smart cities, big data ed elettronica che gestiscono tutto, dal traffico ai trasporti, al trattamento dei rifiuti. Fino alle abitudini degli individui, il modo di mangiare e di curarsi”. Così si legge su Il Sole 24 ore che dedica un ritratto a Di Sibio e ricorda “che a partire dal primo luglio 2019, sarà alla guida di una multinazionale con 270mila dipendenti, attiva in oltre 150 paesi, che fa 35 miliardi di dollari di fatturato l’anno”. “Originario della provincia di Avellino, di Frigento, un paese di 3.500 abitanti nella punta sud est della Campania, tra Puglia e Basilicata, Di Sibio – si legge sul quotidiano economico – all’età di tre anni si è trasferito con i genitori negli Stati Uniti. Una laurea in Chimica alla Colgate University e un Mba alla NyUniversity Stern Business School, è entrato in Ernst & Young nel 1985, e passo dopo passo ha salito tutti i gradini della società fino ad arrivare ai vertici. Negli ultimi anni è stato alla guida del team che ha studiato la trasformazione aziendale con le nuove tecnologie, un processo per il quale nel prossimo biennio Ernst & Young prevede di investire circa un miliardo di dollari”. (red – 22 gen)