Roma, 22 gen – Nell’economia del programma uno spazio importante verrà riservato alle linee di frattura economiche e culturali su cui si giocherà la sfida delle prossime elezioni europee. L’obiettivo sarà così concentrato sui rapporti tra Stati e organismi internazionali, tra popolo e élite, tra sovranità e poteri. Il dibattito in studio; la realizzazione di schede; le interviste esclusive; i filmati immersivi; il fact checking e il confronto con esperti; le inchieste degli inviati: saranno gli strumenti principali per cercare risposte intorno ad alcuni degli interrogativi più urgenti. È giusto che in Europa i governi, democraticamente eletti, non siano in grado di attuare il loro programma perché sottoposti a regole economiche? Come e perché nascono i vincoli esterni sui bilanci degli Stati nazionali? Quali sono le conseguenze di questo stato di cose? L’austerity è davvero l’unico modello economico possibile o esistono credibili alternative? Il paese può essere concepito un’azienda? L’approfondimento politico di “Povera Patria” coinvolgerà i protagonisti della vita sociale. E cercherà di individuare quelle figure apparentemente estranee al dibattito pubblico – eppure fondamentali per comprendere il nuovo, possibile corso del paese. “Povera Patria è un programma pensato come fosse una fiction in evoluzione, non usa e getta. Spero, infatti, che ne esca una storia, – ha spiegato Freccero – così da rimpaginare nuovamente i reportage ed alcune rubriche, come quella di Giuli ad esempio, perché sono le voci di un’altra economia possibile. Povera Patria andrà in onda di venerdì per armonizzazione dei palinsesti. È il nostro settimanale dell’informazione, consegniamo al pubblico – ha concluso Freccero – questo viaggio nell’Italia nelle sue contraddizioni”.(PO / Pep)