Roma, 23 gen – l prossimo 25 gennaio saranno trascorsi tre anni dalla scomparsa di Giulio Regeni – ricorda Fico – In questi tre anni non sono stati fatti passi significativi da parte delle autorità egiziane per accertare le responsabilità del sequestro, della tortura e dell’uccisione di Regeni, né ad oggi è stato avviato un processo. Ciò nonostante, grazie alle indagini degli investigatori italiani, la Procura della Repubblica italiana ha recentemente iscritto nel registro degli indagati alcuni ufficiali della pubblica sicurezza egiziana che ritiene, sulla base di elementi fattuali, persone direttamente coinvolte nel sequestro di Giulio Regeni”. Fico spiega ai presidenti dei parlamenti dei paesi Ue che “porto alla sua attenzione questa vicenda perché Giulio Regeni non era solo un ricercatore italiano. Era un ricercatore europeo, figlio della comunità che abbiamo costruito insieme. La ricerca e la sete di conoscenza erano la missione della sua vita, nonché l’unico scopo del suo periodo trascorso al Cairo. Quello che è capitato a Giulio poteva accadere, e potrebbe accadere, a chiunque dei nostri ragazzi, studenti, ricercatori, impegnati all’estero in progetti accademici e di lavoro”. La sua dunque “è una storia che ci riguarda come europei e come rappresentanti dei nostri cittadini. Non possiamo voltarci dall’altra parte e dobbiamo agire di conseguenza, a livello europeo e nazionale, in coerenza con i principi e i valori fondamentali dell’Unione e con il vincolo di solidarietà e leale cooperazione che lega i nostri Paesi e i nostri popoli”.
(BIG ITALY / Sis)