Roma, 23 gen – In ogni caso, aggiunge, “mi auguro che l’indagine voglia essere mirata su determinate tematiche, quale può essere quella della tempistica delle offerte consolari nelle diverse zone”. Questo “chiaramente nel rispetto di quelle che sono le tipicità dei territori, in alcuni dei quali c’è un’emergenza, penso per esempio alla Gran Bretagna, o in realtà sudamericane come quella venezuelana. Trovo anche opportuno che laddove si voglia mettere a fuoco la questione delle nuove migrazioni si punti su questioni specifiche, in modo da non fare solo molto fumo e poco arrosto”. Ancora più duro il senatore Raffaele Fantetti: “Contesto la legittimità dell’inchiesta da un punto di vista intellettuale, perché gli italiani residenti all’estero già iscritti all’Aire non sono migranti ma già emigrati, e quelli che si muovono all’interno dell’Unione Europea non sono neanche emigrati. E’ per questo che nelle quattro legislature precedenti è stato istituito un comitato apposito”. Fantetti ha sottolineato che “la presenza degli italiani all’estero come comunità non ha equivalenti in nessun Paese del mondo, ed è per questo che si è riconosciuta una competenza specifica al comitato: ad oggi parliamo di 5,3 milioni iscritti all’Aire, di cui 3,2 in Europa e non ritengo che questa tematica che riguarda il 10% degli italiani possa essere ricompreso in una indagine conoscitiva”.
(Sis)