Roma, 24 gen -“Il libro italiano è bello, forte e solido e tiene le proprie posizioni anche in un quadro di generale rallentamento dell’economia”: è il primo commento del presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Ricardo Franco Levi alla vigilia della giornata conclusiva del XXXVI Seminario di Perfezionamento della Scuola per Librai Umberto ed Elisabetta Mauri in programma domani, 25 gennaio, a Venezia, in cui presenterà l’analisi dell’Ufficio studi dell’AIE sul mercato trade del libro in Italia e in Europa. Nel 2018 il libro italiano si conferma infatti la prima industria culturale del Paese e la quarta editoria in Europa. Nel quadro di un generale rallentamento dell’economia nazionale fa segnare tuttavia un – 0,4% di fatturato, dopo il + 5,8% del 2017, nei canali trade (librerie, grande distribuzione organizzata- Gdo, store on line compresa la stima di Amazon a cura dell’AIE). Sono circa 1,442miliardi di euro a prezzo di copertina. La libreria resta il canale di vendita privilegiato dai lettori e dai giovani, intercettando il 69% degli acquirenti 2018. Cresce il peso delle librerie online, che rappresentano il 24% degli acquisti di libri (1 libro su 4 oggi si compera così; era il 3,5% nel 2007). La grande distribuzione copre il 7% delle vendite (era il 17,5% nel 2007, l’8,7% nel 2017). Cresce (anche se più debolmente rispetto agli anni 2010-2016) il mercato ebook, che ha raggiunto quota 67milioni di euro, pari a circa il 5% del mercato trade di varia. Legge nel 2018 il 65,4% degli italiani (popolazione 14-75anni). Sono 29,8milioni gli italiani che hanno letto almeno un libro nell’ultimo anno tra romanzi, saggi, gialli, fantasy, manuali e guide. (BIG ITALY / SEGUE)