Torino, 24 gen – La ricerca evidenzia che “un maggior grado di integrazione corrisponde inoltre a una maggiore familiarità con i prodotti finanziari” e che emerge un certo interesse ad approfondire aspetti specifici e concreti ma una “scarsa fiducia negli operatori finanziari”. Il 45,5% del campione non sente la necessità di avere informazioni aggiuntive perché ha una gestione semplice del denaro. Un elemento caratterizzante è la mancanza di tempo per approfondire: vorrebbero avere risposte immediate e “spicciole”, con il rischio quindi di non arrivare a una competenza finanziaria più solida. La maggior parte non conosce prodotti e servizi finanziari che vengono percepiti come poco interessanti per chi ha un reddito basso. Solo il 19,5% possiede almeno tre prodotti finanziari e solo il 13% ha una casa di proprietà. Cosa fare dunque in concreto per arginare forme di autoesclusione che possono poi rendere più vulnerabili e meno autonomi nella realizzazione di propri progetti? Per Giovanna Paladino, direttore del Museo del Risparmio: “Bisogna partire dalla scuola e dalla conoscenza linguistica per creare le basi di una cittadinanza attiva. I corsi a distanza possono essere una soluzione pratica per gli adulti che dicono di non avere tempo. Tuttavia, lo sforzo dovrebbe essere quello di far comprendere il valore dell’educazione alla gestione del denaro”. (PO / red)