Roma, 25 gen – Sono diventate cinque le risoluzioni per la disciplina dell’uso e della commercializzazione dei prodotti derivanti dalla cannabis, su cui le Commissioni Affari sociali e Agricoltura hanno già deciso alcune audizioni. Proseguono in Commissione Affari sociali le votazioni sul ddl sulla trasparenza nei rapporti tra imprese produttrici, operatori e organizzazioni sanitarie: restano da esaminare solo sette emendamenti riferiti all’ultimo articolo. In questa settimana è stato modificato l’articolo che istituisce il registro pubblico telematico “Sanità trasparente” che contiene le comunicazioni dei rapporti tra operatori sanitari e imprese produttrici. In particolare, le imprese produttrici, ogni volta che erogano vantaggi o cedono loro quote agli operatori sanitari, dovranno fornire un’informativa relativa alla pubblicazione dei relativi dati sul sito Internet del Ministero della Salute e il consenso degli operatori si intenderà prestato per il solo fatto di aver accettato i vantaggi o acquistato le quote. Tra l’altro, per la creazione e il mantenimento del registro vengono anche stanziati 300mila euro per il 2019 e 50mila euro a regime. Infine, le partecipazioni di coniugi, conviventi o parenti fino al secondo grado in imprese produttrici dovranno essere comunicate (e pubblicate) solo quando esse siano rilevanti. Si è vicini in Commissione Agricoltura a un accordo su un testo unitario delle risoluzioni sulla marchiatura delle uova: al momento, l’unico gruppo con alcuni dubbi (ma relativi solo a questioni di metodo) è il Pd. La proposta del M5S impegna il Governo a prevedere che sulle confezioni di uova sia evidenziato in maniera esplicita l’indicazione del Paese di origine; a estendere la marchiatura anche alle uova declassate, quelle che non possono essere vendute ai consumatori finali, ma sono destinate alle industrie alimentari; e a introdurre già a livello europeo l’obbligo di timbratura con il codice del produttore presso l’azienda di produzione per tutte le uova a qualsiasi uso destinate. Le uniche esclusioni riguarderebbero le vendite effettuate direttamente dal produttore al consumatore presso la propria azienda o nella Regione di produzione (o porta a porta o in un mercato locale, ma in quest’ultimo caso solo per gli allevamenti fino a 50 galline). Chiesto infine un incremento dei controlli per evitare che uova provenienti da altri Paesi siano commercializzate come italiane. In Commissione Difesa si sono svolte solo audizioni e interrogazioni. (Pon)
