Roma, 29 gen – “Da un’analisi e una verifica qualitativa dei dati definitivi sul 2017 dell’OCSE, emerge che dal 2012 al 2017 l’Italia ha destinato risorse sempre maggiori all’aps – continua la nota -. Eppure una corretta lettura evidenzia che questo aumento è stato in buona parte trainato dalla crescita della voce ‘rifugiati nel paese donatore’, quasi un terzo del totale dell’aiuto pubblico ancora nel 2017.Si tratta del cosiddetto ‘aiuto gonfiato’, quello destinato a coprire le spese per l’accoglienza dei rifugiati e per la cancellazione del debito e non a finanziare progetti di cooperazione. Denaro che non varca i confini dell’Italia e che non viene utilizzato per gli scopi propri dell’aiuto allo sviluppo: la lotta alla povertà e il raggiungimento degli obbiettivi di sviluppo sostenibile indicati dall’Agenda 2030. La quota di aps bilaterale – ossia il flusso diretto di risorse che va da dall’Italia ai paesi in via di sviluppo – in cui vengono conteggiate tali risorse, è infatti cresciuta costantemente negli ultimi anni passando dal 22,8% nel 2012 a più del 50% nel 2017. Tenuto conto di questo elemento distorsivo, si vede che l’andamento dell’aps al netto dell’aiuto gonfiato, ovvero quello che può essere definito genuino o puro è crollato nel 2012 e ha ripreso a crescere in maniera molto graduale tornando sui valori iniziali solo nel 2015. In quegli stessi anni però cresceva parallelamente in maniera molto più sostenuta la spesa italiana per affrontare la crisi migratoria superando, nel 2016, l’aps puro o genuino”. (Red)