Roma, 29 gen – “Sosteneva John Adams, secondo presidente e padre fondatore degli Stati Uniti, che ‘ci sono due modi per conquistare e sottomettere una nazione ed il suo popolo. Uno è con la spada, l’altro è controllando il suo debito’. Nel suo intervento di ieri al Parlamento Europeo, il presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi ha sposato in pieno il pensiero di Adams, quando ha dichiarato che ‘un alto debito pubblico fa perdere sovranità ad uno Stato’. Condividiamo in pieno questa tesi. D’altronde, la ragione è facilmente comprensibile. Una nazione che spende più di quello che incassa è costretta a chiedere soldi in prestito agli investitori, tramite l’emissione di titoli di Stato. La sua capacità di mantenere in piedi la macchina amministrativa dipende, quindi, dalla sua capacità e reputazione di collocare i suoi titoli sui mercati. Nel momento in cui gli investitori, per qualsiasi motivo, smettono di avere fiducia nei governanti, non si presentano più ad acquistare i titoli, e quello Stato fallisce. In ogni caso, sono loro che fissano il prezzo del debito. Lo Stato indebitato non ha altra alternativa che accettarlo.
Evidentemente, questo semplice ragionamento non è entrato ancora in testa al Governo giallo-verde, che continua a ritenere che fare deficit non sia un problema, che aumentare il debito non sia un problema e che gli investitori internazionali siano tutti nemici. Dimenticando, così, che questi sono innanzitutto i loro creditori, ai quali, ad ogni asta, devono chiedere soldi in prestito. Nessun commerciante scaltro, anche qualora pensasse che il suo creditore è un nemico, lo andrebbe ad attaccare come fanno sistematicamente Lega e Cinque Stelle, con le conseguenze che tutti noi abbiamo purtroppo visto: fuga di massa di questi investitori, che hanno subito alzato il prezzo per acquistare i titoli di Stato. Una strategia poco avveduta e che si è rivelata disastrosa”. Lo dichiara in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile della politica economica di Forza Italia. (red)