“Il nostro lavoro con Siamo Europei è costruire una mobilitazione popolare a faVore di un’Europa nuova, più giusta e più forte parlando con i cittadini aldilà delle appartenenze di partito”. Così l’ex ministro Carlo Calenda, i una intervista al Corriere della Sera, parla della sua lista unitaria che sta sollevando la discussione nel Pd Nazareno: “Forse non piace a Bettipi e alla Toia che hanno espunto dal documento dei parlamentari europei ogni riferimento a Siamo Europei. Piace però all’82% degli elettori del Pd e alla quasi totalità di quelli di +Europa e Italia in Comune, secondo un sondaggio commissionato proprio dal Pd”, “la questione è se vogliono lasciare fuori 150 mila persone, tra cui ci sono centinaia di sindaci e amministratori locali, da Sala in giù. Ci vuole chiarezza. Per questo ho chiesto ai candidati se Siamo Europei è ancora il loro progetto o se ce n’è un altro diverso” e “tutti e tre i candidati hanno preso posizione confermando il sostegno, sia pure con diversi gradi di entusiasmo, e questo è positivo e importante”. Poi dà un giudizio netto: “Il Pd non basta più per niente. Al di là dei training autogeni che si possono fare durante le assemblee, il Pd ha un gigantesco problema di credibilità nel Paese. Quindi o si mette a disposizione di un progetto più ampio e convincente o rischia davvero di estinguersi”. Fa tutto ciò per candidarsi? “Se fosse così avrei semplicemente accettato l’invito a candidarmi che mi è già stato fatto sia da Martina che da Zingaretti. Anzi se il progetto non sarà convincente e innovativo escludo di candidarmi”, “o c’è una bandiera, una lista comune, dietro la quale ci possono essere anche i simboli di partito, che comunque non vanno nascosti, oppure io non sono interessato a correre. Questo lo vorrei dire con grande chiarezza”, “l’importante è che si condividano i punti del manifesto e che non si cerchino alleanze nazionali con Lega e 5S”. E conclude: “Se facciamo una cosa credibile e innovativa, e molto dipenderà dalla qualità delle liste, possiamo prendere più del 30%”. (4 feb – red)