Roma, 4 feb – “Confapi evidenzia che assumere un lavoratore che beneficia del reddito di cittadinanza comporta numerosi e scoraggianti vincoli per le imprese. Ci preoccupa anche la previsione che vincola il beneficio al rispetto del regime de minimis. Difatti, numerose piccole e medie imprese, che nell’ultimo periodo hanno investito per essere competitive, possano non poter utilizzare la misura poiché il limite triennale dei 200 mila euro è stretto. Su questo un aspetto occorre una riflessione più approfondita”. “Per quanto riguarda “Quota 100” – sottolinea Francesco Napoli – da quanto apprendiamo dalle nostre industrie, laddove si libereranno posti di lavoro non sempre si determinerà un’automatica sostituzione, soprattutto nei casi di personale qualificato. Il nostro sistema previdenziale a ripartizione, per il quale i lavoratori attivi pagano con i loro contributi i pensionati, è garantito solo se al centro delle azioni politiche di oggi c’è lo sviluppo industriale, la competitività e il lavoro”. “Anche in termini di welfare, complementare a quello statale, le associazioni come Confapi hanno dato e continuano a dare il loro contributo. Sono ben 13 enti bilaterali, costituiti con Cgil, Cisl e Uil e Federmanager che si occupano di formazione, di assistenza e sostegno al reddito, di previdenza complementare, sanità integrativa e anche di welfare attivo. Quindi – conclude Napoli – non solo enti che assicurano ai lavoratori di avere delle garanzie certe al momento della fuoriuscita dal mondo del lavoro, ma che offrono anche percorsi di riqualificazione professionale, di certificazione delle competenze, di assegnazione di borse di studio, favorendo così un rinserimento dei soggetti beneficiari sul mercato del lavoro”.
(Red)