Roma, 5 feb – Streaming che però, quasi sempre, è votato al risparmio. Visto che il 43% dice di usare esclusivamente le versioni free delle diverse App e un altro 18% divide la spesa dell’abbonamento con amici e parenti sottoscrivendo profili ad accesso multiplo. Il 5%, invece, ha l’accesso alla versione a pagamento compresa nell’offerta del suo gestore telefonico. Alla fine meno di 1 su 5 – il 18% – paga il servizio da solo. Mentre c’è addirittura chi (16%) sconfina nell’illegalità e si procura codici d’accesso e versioni ‘pirata’ delle App. Così, alla fine, è quasi scontato che solamente il 40% dei ragazzi pensi che al giorno d’oggi ancora convenga comprare la musica: il 32% lo ritiene fondamentale per sostenere le case discografiche e gli artisti, l’8% per un senso di legalità. E gli altri? Il 53% non vede il motivo di spendere soldi per la musica quando ci sono tanti modi per ascoltarla gratis, il 7% crede che attorno all’industria discografica girino già abbastanza soldi. (red)