Roma, 5 feb – “Non importa quanto incasseremo. Non siamo interessati a fare cassa. Ma a rendere la vita migliore ai veneziani. A contare quante persone arrivano, a vedere i numeri veri. Questo è un punto di svolta nella gestione dei flussi turistici perché non vogliamo che Venezia diventi un Parco dei divertimenti. E a partire dal 2022 il sistema delle prenotazioni per venire in città sarà obbligatorio”. Lo afferma il sindaco Luigi Brugnaro in una intervista alla Stampa parlando della introduzione di un “contributo di accesso”, primo esempio in Italia, dice, di una “tassa” per chi sbarca a Venezia e nelle isole minori. Tre euro a testa fino al 31 dicembre. Poi dall’1 gennaio 2020, il regolamento andrà a regime. Pagheranno 6 euro a persona tutti coloro che arriveranno in città con il treno, le grandi navi, i Gran Turismo dal litorale e gli aerei. Si pagherà di più nelle giornate da bollino rosso o bollino nero (8 e 10 euro), di meno nei periodi di minore afflusso (3 euro). La legge esclude dal pagamento i residenti del Comune e diverse altre categorie. Sarà tm approccio “soft”, insiste Brugnaro, “perché non vogliamo chiudere la città, e nemmeno mettere tornelli o controlli. Solo spiegare al mondo che questa città è slow, va rispettata. Dunque gli ospiti la devono vivere nel modo giusto”, “partiamo, dal Primo maggio”, “tutti pronti a criticarci, a dire vediamo adesso come faranno. I comitati, Italia Nostra. Che poi sono piccoli numeri, sempre gli stessi. Tante parole, tanti convegni. Noi intanto siamo partiti”. (red)