Roma, 5 feb – Cgil, Cisl, Uil, nel corso di una audizione al Senato, evidenziano quanto “sulla misura Reddito di Cittadinanza si siano generate forti aspettative, legittimate dalla necessità di rispondere a una porzione sempre più ampia di popolazione che non può avere accesso a un reddito dignitoso e in quest’ottica riconosciamo l’importante stanziamento di risorse previsto per il finanziamento della misura”. Lo dice la memoria presentata congiuntamente dai tre sindacati, secondo i quali “la nuova misura tuttavia nella sua definizione ha già una molteplicità eccessiva di obiettivi: in particolare nasce con il duplice scopo di contrastare la povertà e garantire il diritto al lavoro. Sebbene questi due obiettivi possano risultare complementari, gli strumenti per raggiungerli, guardiamo agli altri paesi, non sono univoci, quindi riteniamo che una sola misura non sia in grado di ottenere efficacemente entrambi gli obiettivi. Rileviamo che il Reddito di Cittadinanza, avendo un carattere “ibrido” tra contrasto alla povertà e misure di politiche attive, coniuga in modo improprio la povertà come criterio di accesso e le politiche attive come interventi previsti”.
(Sis)