Roma, 6 feb – Per quanto riguarda il rapporto diretto con i cittadini lo sforzo è stato quello di saltare l’intermediazione di patronati, CAF, consulenti del lavoro, commercialisti, nella fornitura tanto di servizi quanto di informazioni. “A partire da maggio 2015, l’Inps ha introdotto un nuovo servizio che permette a ciascun lavoratore assicurato di simulare quella che sarà presumibilmente la sua pensione futura, al variare di parametri come il proprio salario, la propria carriera lavorativa e l’andamento dell’economia italiana. A distanza di un anno, per gli utenti sprovvisti di Pin/Spid, l’Inps, in collaborazione con AgID, ha iniziato a spedire a casa le buste arancioni che contengono solo la stima della pensione futura nello scenario di base, invitando gli utenti a dotarsi di Spid e a usare il servizio interattivo “la mia pensione futura” online. A partire da inizio 2017, il servizio è stato aperto anche ai dipendenti pubblici. In totale, nel corso di 3 anni e mezzo di servizio, sono state effettuate 16,5 milioni di simulazioni da 4 milioni di utenti unici, sono state inviate a casa dei contribuenti un totale di quasi 5 milioni di buste arancioni. A coloro che effettuavano la simulazione online è stato richiesto di rispondere ad un questionario per valutare il servizio offerto. Il questionario è stato compilato da circa 100.000 utenti. Nel 92% dei casi i rispondenti giudicano il servizio utile o estremamente utile. Inoltre, l’87% degli utenti ritiene che il servizio offerto ha loro permesso di migliorare significativamente il proprio grado di informazione sulla propria pensione futura”. Come ulteriore strumento per promuovere la consapevolezza previdenziale e la conoscenza delle prestazioni gestite dall’Inps, sono stati introdotti simulatori on line accessibili da parte di tutti senza necessariamente avere identità digitale, dato che non trasferiscono alcuna informazione riservata. Chiariscono chi – e a quali condizioni – può essere titolare di prestazioni dell’Inps. (SEGUE)