Roma, 6 feb – “Questo progetto è infatti anche un laboratorio secondo nuove forme di autorecupero. Abbiamo immaginato che i privati devono interfacciarsi – ha affermato Montuori – con i municipi per capire il mercato dei territori ed individuare le funzioni migliori per offrire servizi culturali, sportivi, attraverso forme residenziali diverse, come il cohousing che modifica uno spazio privato in favore di uno spazio pubblico. Abbiamo sondato alcune possibili forme di coworking, che si sono contattate sulla Rete, e che hanno bisogno di energie. Roma non ha solo residenti, ma cultura, storia, e una grande capacità di innovazione nell’imprenditoria. Sono oltre 200mila i CityUser, cioè gli studenti, gli accademici che vengono per un periodo di tempo a vivere a Roma”. “Noi dobbiamo intercettare queste intelligenze – ha evidenziato Montuori – con una consapevolezza di cosa significa abitare. Non abbiamo bisogno di quartieri, che è un tema di rigenerazione non compreso. L’amministrazione mette a disposizione il patrimonio e gli strumenti amministrativi grazie ad edifici dedicati per rispondere con maggiore velocità. Finora abbiamo incontrato persone senza dare vantaggio a qualcuno, alcuni progetti ci sono apparsi anche come delle provocazioni. Per adesso abbiamo già individuato tre formule. Nei prossimi mesi ci sarà una delibera affinché gli immobili abbiano una procedura e la creazione di un ufficio”. (SEGUE)