Roma, 6 feb – Nel disegno di legge costituzionale in materia di riduzione del numero di parlamentari “c’è.un errore materiale nella elaborazione del testo. Mi riferisco all’aver incluso la circoscrizione estero nella riduzione proporzionale del numero dei parlamentari”. Così il senatore eletto all’estero di Forza Italia Roberto Fantetti, intervenendo in aula nel corso dell’esame del provvedimento che prevede la riduzione del numero dei deputati da 630 a 400 e del numero dei senatori eletti da 315 a 200. “La circoscrizione estero – aggiunge – non è una conquista istituzionale degli italiani all’estero, ma di tutti gli italiani, che ha portato in questo ramo del Parlamento sei senatori e nella Camera bassa, a Montecitorio, 12 deputati: un numero estremamente ridotto rispetto al totale degli italiani residenti all’estero; quindi, un rapporto già molto discriminatorio nei nostri confronti”. “A fronte di 60 milioni di abitanti italiani, abbiamo attualmente 945 parlamentari, di cui solo 18 della Circoscrizione estero – continua il parlamentare – Con l’effetto di questa nuova riforma, avremmo 600 parlamentari, ma solo 12 parlamentari rappresentanti degli italiani all’estero, di cui otto alla Camera dei deputati e quattro al Senato. Con un rapporto normale di conversione, tali parlamentari sarebbero invece 52, di cui 35 alla Camera dei deputati e 17 al Senato. Faccio notare che quattro senatori in rappresentanza di 5,5 milioni di italiani iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE) rappresentano un’aberrazione, che viene ulteriormente esasperata dal fatto che la circoscrizione estero si divide in quattro ripartizioni. Per la ripartizione Europa, in cui sono iscritti 3,3 milioni di italiani registrati all’AIRE, ci sarebbe un solo rappresentante in Senato”. “Credo che la Corte costituzionale – continua Fantetti – non potrebbe assolutamente convalidare la natura democratica di un provvedimento di questo genere. C’è una violazione sostanziale del principio di uguaglianza di cui all’articolo 3 della Costituzione, ma segnalo anche una violazione sostanziale dell’articolo 1 della Costituzione, che stabilisce che ‘L’Italia è una Repubblica democratica’. Come fa una Repubblica a definirsi democratica, se porta in Parlamento una rappresentante dei propri cittadini ogni 3,3 milioni di persone? Vi segnalo che la Costituzione italiana non discrimina i cittadini a seconda di dove sono residenti. I cittadini italiani all’estero sono cittadini italiani al 100 per cento. Faccio appello anche all’uso esasperato del termine “cittadini” che fa una componente importante di questa maggioranza. Noi siamo cittadini e voi, che avete come priorità la difesa dei diritti costituzionali, civili e politici dei cittadini, state abolendo, di fatto, quella dei cittadini residenti all’estero”. (SEGUE)