Roma, 6 feb – “La politica estera è da sempre il termometro della salute di un governo, non solo per ciò che comporta sugli equilibri politici nella maggioranza, ma soprattutto perché da essa dipende la credibilità internazionale dell’intero Paese. Ebbene: sui due dossier più caldi del momento – Venezuela e Afghanistan – il governo Conte è solcato da divisioni sempre più insanabili e sempre meno sostenibili. Mai la politica estera italiana aveva raggiunto un minimo storico così profondo nemmeno ai tempi del governo Prodi e del senatore Turigliatto”. Lo afferma Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia nel corso di una conferenza stampa con il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, e la capogruppo di Fi alla Camera, Mariastella Gelmini.
“Siamo l’unica fra le grandi democrazie occidentali – aggiunge Bernini – a non condannare apertamente il regime liberticida di Maduro, una posizione che sta umiliando decenni di politica estera a causa della deriva chavista dei Cinquestelle”.
Per questa ragione, prosegue Bernini “abbiamo il diritto di sapere quale posizione terrà il governo italiano: quella di Salvini secondo cui Maduro è ‘un delinquente, un fuorilegge, un presidente abusivo scaduto e decaduto’, quella dei Cinquestelle che non perdono invece occasione per omaggiare Maduro, o quella del premier Conte e del ministro Moavero che fanno gli equilibristi cercando di tenere insieme l’impossibile?”
“Ringraziamo il Presidente Mattarella per il suo fermo monito a stare dalla parte della democrazia e nel solco della solidarietà europea. E ringraziamo il Presidente Tajani, che sta svolgendo un eccellente lavoro diplomatico per mantenere un alto profilo del nostro Paese in Europa ma vorrei dire al premier Conte – conclude la capogruppo azzurra – che quando sono in gioco la democrazia e la libertà gli equilibrismi non sono ammessi: non possono esistere terze vie, lui ora deve scegliere tra la linea di Salvini e quella di Di Battista. Se non lo fa, abbia almeno il coraggio di trarne le conseguenze politiche e nomini Di Battista ministro degli Esteri al posto di Moavero. (PO / red)