Roma, 7 feb – “In questa fase non si deve stabilire se Salvini ha consumato il reato di sequestro di persona, né si deve dare un giudizio politico sulla gestione dell’immigrazione. La memoria è tecnica perché è una memoria che afferisce allo specifico giudizio di fronte alla Giunta per le autorizzazioni a procedere. La Giunta deve esclusivamente stabilire se nelle scelte che sono state fatte si perseguiva una finalità pubblica, o no. Nessuno chiede di salvare Salvini”.
Lo ha detto il ministro per la Pubblica amministrazione, Giulia Bongiorno, intervenendo ad “Omnibus”, su La7.
“Quella sulla Diciotti è stata una scelta che si inserisce in una politica che stava facendo il governo, ed era quella della redistribuzione dei migranti, facendo appello all’Europa per trovare dei partner europei che si accollassero una parte di questi migranti, perché c’era in atto un conflitto internazionale tra le autorità maltesi e l’Italia.
Forse non tutti sanno che il natante era a 50 miglia di distanza dalle coste maltesi e fu dirottato verso l’Italia. L’Italia si limitò a sollevare questo conflitto all’Unione europea, nell’ottica anche di una tutela degli stessi migranti, per una giusta redistribuzione. Non è stata, dunque, una scelta privata di Salvini”. (PO / red)
