Roma, 8 feb – “Ritengo che ciò che hanno fatto gli esponenti dei 5Stelle sia davvero grave. Se il rappresentante di un governo, che ricopre tra l’altro una carica molto importante come quella di vicepresidente del Consiglio, considera i leader di un movimento straniero — talvolta definito come semi-insurrezionale e le cui azioni sono state accompagnate spesso da tale violenza da imbarazzare anche alcuni dei suoi stessi animatori – come propri interlocutori è inevitabile che i rappresentanti delle istituzioni di quel paese si arrabbino. E anche molto. Inoltre, si deve ricordare come tutto ciò accada dopo una lunga serie di screzi che intercorrono tra i due governi”. Così al Manifesto l’ambasciatore Sergio Romano, per il quale “parlare con un rappresentante dei gilet gialli, alla luce di quanto sta accadendo in Francia, è una vera e propria provocazione. E alle provocazioni si reagisce. Ciò detto, la formula utilizzata, il ritiro dell’ambasciatore per consultazioni, non significa certo la rottura delle relazioni diplomatiche ma serve ad evidenziare il grado di malumore che si respira a Parigi”. “Se dovessi compilare una lista aneddotica degli scontri tra Italia e Francia degli ultimi decenni, per non dire degli ultimi secoli, avrei diverse pagine da riempire. Perché paradossalmente questi due paesi che hanno lavorato insieme per la costruzione dell’Europa, hanno un cospicuo passato fatto di bisticci e dispetti reciproci: dai tempi della Disfida di Barletta, passando per i Medici e i Savoia, fino a Berlusconi e Sarkozy. Eppure scontri della gravità di quello cui assistiamo oggi non credo abbiano precedenti, se non durante il regime fascista, quando – i110 giugno del 1940 – l’Italia dichiarò guerra ad una Francia stremata. Quella che i francesi definirono, e non a torto, come ‘una pugnalata alla schiena’ da parte del nostro paese”. (red)