Roma, 8 feb – “È l’ennesima doccia gelata. È talmente chiaro quello che sta accadendo: cala la produzione industriale, calano gli investimenti e purtroppo la legge di bilancio non rilancia l’economia del Paese. Le cose stanno andando male, nonostante l’ottimismo immotivato che abbiamo visto in questi giorni anche dal Presidente del Consiglio. Ma non è così. Bisogna svegliarsi, tornare con i piedi a terra. Per questo con la manifestazione di domani a Roma vogliamo dare una scossa al governo”. Intervistata da Avvenire Annamaria Furlan, segretaria della generale della Cisl, si dice molto preoccupata e, dopo la diffusione degli ultimi report sull’economia italiana, ancora più convinta che il sindacato debba battersi per imprimere un “cambio di rotta” alla politica economica. Altrimenti le cose non potranno che peggiorare. “Dobbiamo dire con forza che i sacrifici fatti dagli italiani in questi annidi grave crisi non possono essere buttati via”. Domani scendete in piazza con Cgil e Uil. E colpa dell’esecutivo la frenata dell’economia? “Già prima del varo della manovra erano chiari i segnali di rallentamento della crescita, anche in ambito internazionale. E soprattutto il nostro Paese che è uscito più tardi degli altri dalla crisi, aveva bisogno di una manovra che suonasse la tastiera della crescita. Al contrario ci siamo trovati davanti al taglio dei fondi per gli investimenti, al blocco delle grandi opere infrastrutturali, con un danno incredibile perché si tratta di risorse già stanziate che possono dare sbocco a 400 mila posti di lavoro E poi vengono tolti fondi a Industria 4.0, all’università e alla ricerca, penalizzando l’innovazione del Paese”. “Siamo drammaticamente in recessione tecnica. Con 52 miliardi di clausole di salvaguardia che incombono in maniera preoccupante sui prossimi due anni, un’ipoteca enorme sul futuro del Paese”. (PO / red)