Roma, 8 feb – “Purtroppo gli indicatori sono più negativi del previsto. E questo conferma la necessità di rilanciare con forza un piano straordinario di investimenti”, attacca la politica economica del governo Maurizio Landini, intervistato sulle colonne della Stampa. All’esecutivo “perennemente in campagna elettorale”, il nuovo segretario Cgil non fa sconti: “Si è presentato come il governo del cambiamento, e rispetto ai temi del lavoro non ha cambiato un bel niente”, il decreto dignità “è stato fatto male”, “i progetti sull’autonomia differenziata non risolvono i problemi del Paese ma anzi allargano le disuguaglianze” e anche sull’articolo 18 non si è andati oltre alle promesse. “L’M5S aveva detto di volerlo ripristinare e poi se ne sono dimenticati”. “Se davvero il governo vuole cambiare il Paese – spiega Landini – occorre aprire un vero confronto sul futuro del paese mettendo in campo un serio piano di investimenti, una vera riforma fiscale e affrontando la questione Mezzogiorno. Che non solo è stato dimenticato ma vede addirittura ridotti i fondi. E poi bisogna ragionare di Europa: bisogna cambiarla, è vero. Ma per farlo occorre costruire alleanze, come stiamo facendo noi sindacati che il 26 marzo a livello europeo manifesteremo tutti assieme a Bruxelles”. “La Cgil indica la necessità di un piano straordinario di investimenti di cui la riapertura dei cantieri e le grandi opere sono una parte. Per noi però sono grandi opere anche i servizi sociali, gli asili, la scuola, gli investimenti per la manutenzione del territorio e le ferrovie ordinarie”. (red)