Roma, 11 feb – Oltre 2 milioni di persone potrebbero perdere la vita in Europa, Nord America e Australia, tra il 2015 e il 2050 a causa dell’antimicrobico-resistenza (AMR).
È questo il dato allarmante con cui si è aperto questa mattina l’incontro tra Farmindustria e la stampa, che si è tenuto nella sede romana dell’Associazione delle imprese del farmaco.
“A stare alle previsioni della OECD (l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, in inglese Organisation for Economic Co-operation and Development, ndr.), Italia, Grecia e Portogallo si collocherebbero ai primi posti tra i Paesi dell’OCSE per i più alti tassi di mortalità da antimicrobico-resistenza”, ha spiegato Massimo Scaccabarozzi, Presidente di Farmidustria, che ha proseguito: “Secondo la Banca Mondiale, l’impatto economico potrebbe avere ripercussioni più pesanti della crisi finanziaria del 2009-2009”.
La spesa prevista? Si potrebbe aggirare intorno ai 3,5 miliardi di dollari nei soli 33 paesi appartenenti all’OECD, a fronte di un risparmio di 4,8 miliardi di dollari in caso di un corretto e completo investimento nella sanità pubblica.
Italia maglia nera in Europa: “In media 10.780 persone muoiono ogni anno a causa di un’infezione da uno degli otto batteri antibiotico resistenti – ha detto Massimo Visentin, Presidente del Gruppo Prevenzione di Farmindustria – La stima prevede entro il 2050 un totale di 450.000 persone all’incirca di morti a causa della antimicrobico-resistenza e una spesa di 13 miliardi di dollari”.
(BIG ITALY / segue)