Roma, 12 feb – “Italia addio, non tornerò”, docufilm di 50 minuti, curato dalla giornalista Barbara Pavarotti è una raccolta di testimonianze che vede protagonisti giovani emigrati italiani. Le interviste sono state raccolte in tre continenti (America, Europa, Australia), in base a un campione di 350.000 persone contattate tramite i social. Prodotto dalla “Fondazione Cresci per la storia dell’emigrazione italiana” di Lucca è stato presentato oggi alla Camera. Sono intervenuti all’incontro esponenti del Pd come Simona Flavia Malpezzi e Andrea Marcucci. Non potevano mancare i parlamentari eletti all’estero: i deputati Massimo Ungaro e Angela Schirò insieme alla senatrice Laura Garavini. In prima fila il presidente e il direttore della Fondazione Cresci, Alessandro Bianchini e Pietro Luigi Biagioni. Ha preso parte alla presentazione l’autore della colonna sonora del docufilm, Massimo Priviero e la curatrice della rubrica del Fatto quotidiano “Cervelli in fuga”, Eleonora Bianchini. A raccontare l’esperienza dei genitori di giovani italiani emigrati all’estero la sociologa Brunella Rallo. E’ lei la fondatrice del blog “Mamme dei cervelli in fuga”: comunità online nata a fine 2016 che riunisce oltre 5000 mamme. In sala tanti genitori, giovani, studenti, insegnanti. All’attrice Marica Roberto è stata affidata la lettura di alcuni brani legati al tema della neo-mobilità. “Il fatto che i giovani partano non è sbagliato. Il problema si pone quando non tornano. E, con le politiche messe in campo da questo Governo, l’esodo senza ritorno è destinato ad aumentare. I giovani partono perché sono in cerca di lavoro. Mentre questa maggioranza mette in campo politiche per l’assistenza, non per l’occupazione – ha dichiarato Garavini che ha aggiunto: – Non è un paese per giovani. Con un esecutivo che prevede sgravi fiscali per i pensionati che rientrano. Ma poco e niente per i ragazzi, compresi quelli che desiderano tornare”. A proposito dei giovani e delle energie, competenze, professionalità che lasciano l’Italia, Ungaro ha parlato di “un fenomeno che è nostro dovere conoscere per proporre alternative credibili a un’ emorragia di talenti, persone, storie. E rendere così più competitivo il rientro nella Penisola”. “Si è parlato del numero impressionante dell’emigrazione giovanile italiana – ha sottolineato invece Schirò – Eppure credo che il punto centrale sia quello della circolarità: poter viaggiare, vivere altrove, formarsi e lavorare in contesti diversi deve poter essere scelta e arricchimento. Per le persone e per il Paese”. (PO / Gil)